Descrizione
"Come tutti gli anni, l’ottavo da quando sono Sindaco, ho il piacere e l’onore di dare il benvenuto al Festival Elba Book. Lo faccio con l’orgoglio di ospitare nella cornice di Rio nell’Elba, che per la mia amministrazione rappresenta il palcoscenico ideale per gli eventi culturali ; e questo è il più importante per contenuti , per storia e per fama, avendo ormai raggiunto – e meritatamente – una risonanza e una rinomanza nazionale.
Ho sempre detto che investire nella cultura, schierarsi dalla parte della cultura, contribuisce ad innalzare la qualità della vita; e da noi la qualità è un obiettivo irrinunciabile, sia perché migliora l’offerta turistica (e in un territorio che vive principalmente di turismo questo è fondamentale) sia perché arricchisce intellettualmente chi nel territorio ci vive.
Ciò detto, come faccio tutti gli anni, mi piace non limitarmi ai saluti formali, ma mi piace cogliere gli stimoli che il tema del festival ogni anno offre.
L’anno passato trovai geniale il tema “chiave di volta”, per il ventaglio di interpretazioni che si prestava a sollecitare. Quest’anno, il tema “NAVIGANTI” non è meno intrigante.
Per un paese (con la “P” maiuscola come penisola, ma anche con la “p” minuscola come la nostra isola) il rapporto col mare è da sempre vitale; sono due elementi - terra e mare – parte della stessa natura.
Il primo tema che voglio offrire alla riflessione riguarda la parola stessa, che credo consapevolmente scelta, ma che dà lo spunto ad una provocazione che non è solo lessicale.
NAVIGANTE non è lo stesso di NAVIGATORE.
NAVIGANTE è semplicemente “chi va per mare”; NAVIGATORE è colui, tra quelli che vanno per mare, che acquista la fama per le sue imprese sul mare o per le lunghe traversate.
Tutti avete presente la frase attribuita a Mussolini e pronunciata nel 1935, che a noi romani è cara perché scolpita sul Colosseo Quadrato dell’EUR: L’ITALIA E’ UNPOPOLO DI SANTI, POETI, NAVIGATORI ED EROI, volta ad esaltare lorgoglio nazionale.
Così come avete presente Cristoforo Colombo, Amerigo Vespucci, Ferdinando Magellano, Vasco De Gama, James Cook, tutte figure che hanno legato il loro nome alle imprese delle grandi scoperte; così come avete presente il fascino della figura del Navigatore solitario.
Se invece leggete il Dizionario avete una rappresentazione meno eroica: NAVIGANTE è chi va per mare, chi fa parte dell’equipaggio di navi o aerei; il termine qualifica un’attività, non identifica un personaggio; il navigante è un personaggio comune, di quell’umanità dimessa che non esalta la fantasia, non fa la storia, ma che per la sua sentimentalità colpisce non meno di quella eroica.
“ERA GIA’ L’ORA CHE VOLGE AL DISìO, E AI NAVIGANTI INTENERISCE IL CORE”, come scrisse Dante.
Il navigante è una figura poetica, a volte struggente, che evoca tenerezza.
Per cui potremmo dire che NAVIGATORE è Colombo, NAVIGANTI i suoi marinai.
Ma il confine non è così netto: Oggi la lingua della traduzione premiata è i greco (purtroppo solo moderno e non anche quello antico). E allora siamo in tema: Gli Argonauti nella loro ricerca del Vello d’Oro sono Naviganti? E soprattutto, tema di attualità cinematografica, nel suo decennale peregrinare per mare, Ulisse è navigante o navigatore?
Certo che da tutta questa riflessione non vi sia sfuggita, voi avete scelto come tema i NAVIGANTI.
Niente eroi, ma solo gente comune che va per mare. E d’altra parte, come disse Brecht, BEATO IL POPOLO CHE NON HA BISOGNO DI EROI.
MA, ho visto il programma, non vi ho trovato il navigante moderno, quello che ciascuno di noi è tutti i giorni.
Perché oggi non si naviga tanto nel mare, quanto nel web. Oggi tutti noi siamo naviganti, e INTERNET è il nostro mare.
E come nei secoli addietro si solcava il mare per acquisire la conoscenza (e lo stesso Ulisse nel suo vagare rappresenta la ricerca della conoscenza), oggi si naviga nel web per lo stesso motivo.
Questo è un tema che mi sarebbe piaciuto venisse affrontato. Così come nelle sue diverse declinazioni, il navigare può essere oggetto di spunto e di provocazione. C’è infatti chi naviga in senso metaforico per sottrarsi al dovere di prendere decisioni o posizioni nette. Navigante è infatti anche – metaforicamente – chi si barcamena.
E anche questo aprirebbe la stura a tante riflessioni…
Insomma, affrontare il tema NAVIGANTI è come avviarsi ad uno spettacolo pirotecnico: lo accendi e hai un’esplosione di spunti diversi, di diversi colori, che si irradiano in ogni direzione. Così è il pensiero quando lo solleciti.
Di questa sollecitazione anche questa volta vi ringraziamo"
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